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Consumi o scegli? Il potere della sostenibilità per cambiare l’economia

Si intitola “Consumi o scegli?” il libro scritto dal presidente di Altromercato, Alessandro Franceschini, ed edito da Altreconomia, che prende spunto dall’esperienza più che trentennale di Altromercato nel Commercio Equo e Solidale per far riflettere sul vero valore delle “merci” e sul potere della sostenibilità per cambiare radicalmente l’economia.

Il punto di partenza è proprio la sostenibilità: una parola inflazionata, utilizzata per abbellire i discorsi pubblici senza mai trasformarsi in azione concreta. La vera sostenibilità, secondo l’esperienza di Altromercato, è agìta, non solo raccontata.

Nel corso dei diversi capitoli del libro si ripercorre il significato di questa sostenibilità agìta attraverso il racconto del modello di sviluppo promosso da Altromercato a 360 gradi nel suo lavoro: dalle filiere etiche dal mondo e dall’Italia, al sistema di garanzie sociali e ambientali del Fair Trade, che riguarda non solo i prodotti ma anche le organizzazioni stesse; dalle Botteghe del Commercio Equo e Solidale, i negozi di prossimità presenti su tutto territorio dove si creano relazioni e conoscenza, alle altre realtà e reti vicine al mondo del Fair Trade che mettono al centro la persona e l’ambiente, quali la finanza etica, i Gruppi di acquisto solidale, l’agricoltura biologica e sociale, l’informazione indipendente.

“È (…) il momento di attivare nuove energie, come 30 anni fa, per cambiare il sistema”, scrive Alessandro Franceschini. “A differenza di allora, quando bisognava inventare delle alternative percorribili, oggi abbiamo già a nostra disposizione degli strumenti efficaci e di pronto utilizzo per agire sui guasti della macchina: sono le pratiche del consumo critico e dell’economia sostenibile e solidale. Dovremo essere sempre più capaci di trasformare la passività del consumo nell’attivismo delle scelte”.

A partire da un tema di forte attualità come il cambiamento climatico, il testo di Franceschini spiega, ad esempio, perché la transizione ecologica sarà possibile solo se la sostenibilità sarà messa in pratica, esattamente come dimostra il lavoro del Commercio Equo e dei suoi produttori, sia in Italia che nel mondo, che da tempo sono impegnati per individuare le soluzioni più adatte per contribuire nel loro piccolo ad appianare le conseguenze della crisi climatica.

Transizione ecologica o meno, la richiesta di un’economia più rispettosa delle persone e dell’ambiente non può essere ignorata da nessuno. Com’è possibile, tuttavia, emergere e farsi ascoltare dai consumatori in un contesto in cui ormai tutti i grandi colossi industriali si proclamano (almeno a parole) sostenibili?

In un’ampia intervista raccolta nel libro, Paolo Iabichino, scrittore pubblicitario e direttore creativo, spiega che le realtà “native sostenibili” possono farsi ascoltare solo con un messaggio forte, coerente e “politico”. È il caso della campagna “Consumi o scegli?”, con cui lo scorso anno abbiamo lanciato una call to action provocatoria ai cittadini affinché scelgano da che parte stare, trasformando i propri consumi in scelte capaci di produrre cambiamento.

Con la campagna “Consumi o scegli?”, e anche con questo libro che ne porta il nome, l’intento è quello di parlare direttamente ai cittadini, con la speranza che possano diventare dei “consumattivisti” e impegnarsi in prima persona, proprio come noi, per la sostenibilità agìta.

Nella prefazione al libro, Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell’Associazione Libera, sottolinea che “per incidere nella mentalità presente non sarà sufficiente ‘dare l’esempio’, e neppure trovare occasionalmente ascolto presso i decisori pubblici e privati. La vera leva del cambiamento, lo sappiamo bene, è quella educativa e culturale. È sul quel piano, simbolico ma capace di orientare le azioni, che occorre oggi più che mai investire”.

“Ben vengano allora i libri come questo”, aggiunge Don Luigi Ciotti, “e qualsiasi altro contributo inteso a raccontare alle persone, con semplicità ed efficacia, quanto ciascuna di loro possa fare la differenza. Affinché il consumo “critico” non sia più tale in futuro, ma diventi il modo abituale di affacciarsi a qualunque mercato, con rispetto, umanità, lungimiranza, amore per il creato e tutte le creature”.

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