Esiste un caffè che non è amaro per chi lavora?

IL MERCATO DEL CAFFÉ

L’80% del caffè viene prodotto da 20 milioni di piccoli produttori. Oltre 120 milioni di persone in più di 70 paesi si affidano alla filiera del caffè per il loro sostentamento.
(Fonti: FAO & Fair Trade UK).

A settembre 2018, i coltivatori di caffè hanno suonato un campanello d’allarme: la drammatica caduta del prezzo dei chicchi di caffè minaccia la sopravvivenza, già precaria, di 20 milioni di famiglie di coltivatori nel mondo.

(Fonte: “Coffee: World Markets and Trade” – USDA, United States Department of Agriculture).

Nel 2019/2020 assistiamo a una contrazione sui volumi rispetto all’anno precedente: le piante di arabica coltivate in Brasile entrano nell’anno di produzione scarsa del ciclo biennale della filiera.

(Fonte: “Coffee: World Markets and Trade” – USDA, United States Department of Agriculture)

CAMBIAMENTI CLIMATICI E PRODUZIONE DEL CAFFÈ

Negli ultimi anni, la produzione di caffè è stata influenzata dal
cambiamento climatico, con conseguenze molto negative.

  

Emergono nuovi parassiti e nuove malattie.
Si assiste alla diffusione di alcuni di essi già presenti come la “roya”, che ha avuto il maggiore impatto sulla produzione di caffè equosolidale.

I periodi di fioritura, lo sviluppo delle piante e la produzione sono gravemente colpiti dallo squilibrio ecologico e climatico, soprattutto nella distribuzione dei cicli di pioggia durante l’anno.

Senza una forte azione per limitare le emissioni, si prevede che il cambiamento climatico ridurrà l’area globale adatta alla produzione di caffè del 50% entro il 2050.

Entro il 2080, il caffè selvatico, un’importante risorsa genetica per gli agricoltori, potrebbe estinguersi.

piccoli coltivatori di caffè sono i più vulnerabili e, da soli, hanno poca capacità di adattarsi a un mondo più caldo in cui il clima e la volatilità del mercato cospirano contro di loro.

I consumatori sono esposti a carenze di approvvigionamento, impatti sul sapore e sull’aroma, e aumento di prezzi.

LA SOLUZIONE ETICA: LA FILIERA DEL CAFFÈ ALTROMERCATO

La scelta di relazioni di qualità con i nostri produttori, caratterizzata da rapporti diretti, di fiducia e trasparenza.
La scelta di riconoscere il valore del lavoro e pagare un prezzo giusto.
La scelta di rispettare l’ambiente, di incentivare le produzioni biologiche, di migliorare le tecniche di coltivazione tradizionali e preservare la biodiversità.
Sono tutte scelte che contribuiscono a creare un caffè davvero buono.

IL BASSO IMPATTO AMBIENTALE DELLA NOSTRA FILIERA DEL CAFFÈ

IL CAFFÈ BIOLOGICO ALTROMERCATO

Alta percentuale di caffè da agricoltura biologica

Altromercato incentiva la produzione di caffè biologico, quello che meglio rispetta l’ambiente e supporta i produttori durante la conversione dei terreni. Oggi la quantità di caffè verde biologico che importiamo dalle organizzazioni produttrici supera quella di caffè convenzionale.

Nel corso del 2018/2019 abbiamo importato 217 tonnellate di caffè certificato biologico e 115 tonnellate di caffè convenzionale: il 65% del totale del caffè verde importato è certificato biologico.

Sono circa 60 milioni le tazzine bevute nel 2019/2020. Oltre il 60% è Bio.

LE NOSTRE ORIGINI

Altromercato collabora con diversi produttori di caffè, con i quali instaura un rapporto duraturo fondato sulla trasparenza e sulla parità. Lavora perché le persone siano equamente retribuite, perché non ci sia speculazione né sfruttamento del lavoro e dei diritti, ma cura e rispetto per la terra. Il valore di ciò che viene pagato non è un prezzo alto, né un prezzo basso, ma è un prezzo giusto, che si trasforma in qualità, rispetto, gusto

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