Come nasce

Isik Tarim, organizzazione nata negli anni ’70, è pioniere del biologico in Turchia, nelle regioni sconosciute e lontane da spiagge e luoghi turistici. Partita come una piccola realtà che coinvolgeva un esiguo numero di contadini, è oggi una delle maggiori realtà turche che esportano frutta secca di qualità, oltre a frutta e verdura biologica.

Com’è oggi

Oggi l’azienda conta oltre 3.000 agricoltori biologici, registrati in più di 150 diversi villaggi, che coprono 11.000 ettari di terreno in tutto il Paese. I contadini vivono nei cosiddetti “Happy Village”: è qui che si ritrova l’agricoltura autentica, su base familiare, in cui tutti i contadini si aiutano vicendevolmente.

Come lavora

In Turchia un agricoltore può coltivare un campo di 6 ettari, mentre in Europa la dimensione del campo è quasi il doppio per agricoltore. Per questo motivo, l’organizzazione Isik Tarim ha sviluppato l’”Happy Village Project”, un progetto di gestione agricola per concentrarsi sui villaggi e sui gruppi di agricoltori piuttosto che sui singoli coltivatori.
Tra gli obiettivi del progetto, c’è la gestione delle colture, l’organizzazione della formazione degli agricoltori sulle tecniche di coltivazione e raccolta che aumentano la qualità delle materie prime. L’organizzazione fornisce consulenza agli agricoltori grazie ad agronomi durante tutto l’anno e vengono svolte anche attività utili a migliorare la struttura socio-economica dei villaggi, migliorando ad esempio gli edifici dei lavoratori o la fornitura di serbatoi d’acqua durante le crisi idriche. Con l’aiuto di fonti e fondi interni ed esterni, Isik Tarim intende aumentare il numero di “Happy Villages” diffondendo così l’agricoltura biologica.
Le donne sono la maggioranza delle lavoratrici di Isik Tarim e coprono il 60% dei ruoli decisionali. L’organizzazione si è sempre impegnata molto nella formazione dei lavoratori e, credendo fosse importante dare valore al modello agricolo familiare e renderlo sostenibile, si è deciso di investire in particolare sulle donne. Ci sono, infatti, dei corsi specifici rivolti a loro che riguardano il primo soccorso, il percorso genitoriale, l’assistenza alla nascita, l’alimentazione e per le lavoratrici nell’impianto di trasformazione ci sono corsi in pianificazione delle nascite. Sono, invece, aperti a tutti i corsi per migliorare e controllare la qualità, e conoscere sempre più nei dettagli le pratiche dell’agricoltura biologica, la preparazione del compostaggio e la prevenzione delle aflatossine.

Cosa produce

L’uvetta passa essiccata Altromercato proviene dalla provincia di Izmir, una zona dal clima caldo che ha una lunghissima tradizione di coltivazione della varietà Sultanas. I contadini producono anche altre varietà di frutta come pesche, ciliegie, prugne, oltre a olive e verdura che vengono venduti al mercato locale. L’uva sultanina dev’essere raccolta quando è matura e il periodo della raccolta è importantissimo per garantire una qualità eccellente. Proprio per questo è tradizione nella provincia di Izmir che i lavoratori stagionali, accompagnati dalle loro famiglie, si trasferiscano nei villaggi e vengano ospitati dai contadini stessi. I lavoratori occasionali ricevono, oltre alla remunerazione, un compenso aggiuntivo per la scuola dei figli e le spese mediche della famiglia. I contadini si riuniscono in gruppi informali e decidono chi è il loro rappresentante che tiene i contatti con i referenti di Isik Tarim.
La prima fase dell’essiccazione ha luogo nei villaggi, dove avviene il primo controllo qualità dei chicci raccolti. L’uva Sultanas viene poi conferita all’impianto di lavorazione di Isik Tarim. Qui avvengono le fasi successive di lavaggio, selezione in base alla grandezza, controlli di qualità con macchinari all’avanguardia e infine un ultimo controllo manuale. Calcio, ferro, potassio e fibre della preziosa uva passa biologica sono mantenuti grazie a un’attenta lavorazione, che unisce le conoscenze tradizionali dei contadini ai metodi moderni dell’HACCP.

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