Il riso Altromercato tutela la terra e profuma di giustizia.

IL MERCATO DEL RISO

Il riso è una pianta antichissima e nel mondo esistono oltre 140.000 varietà di riso registrate.

Il riso è la principale fonte alimentare di base per quasi metà del pianeta e il suo ciclo produttivo, nel complesso, rappresenta l’attività economica più diffusa nel mondo.

È il terzo cereale più coltivato al mondo, dopo il mais – al primo posto – e il grano; i principali Paesi produttori si trovano in Asia e sono Cina, India e Indonesia.
(Fonte: FAOSTAT)

I principali Paesi esportatori di riso sono l’India e la Thailandia. L’Italia, invece, è il primo produttore europeo di riso con oltre la metà del totale, ma con numeri di nicchia rispetto alla produzione mondiale.

Nel 2020 la produzione mondiale di riso ha raggiunto il massimo storico di 508,7 milioni di tonnellate, un aumento dell’1,6% rispetto al 2019, favorito dalle riprese previste in Cina, nel sud-est asiatico e nell’Asia meridionale, seguiti dagli Stati Uniti d’America
(Fonte: FAO)

LA SOLUZIONE ETICA: LA FILIERA DEL RISO ALTROMERCATO

Alto impatto sociale della nostra filiera del riso

Basso impatto ambientale sulle zone di produzione del riso

Il metodo SRI e il risparmio idrico per la coltivazione del riso biologico

Il metodo SRI (System of Rice Intensification) è la risposta sostenibile alla coltivazione del riso biologico. Questo metodo agronomico permette di contrastare i problemi di emissioni di gas serra dovuti ai processi di allagamento tipici della tradizionale coltivazione del riso e, soprattutto, può essere una soluzione concreta per affrontare i cambiamenti climatici che da alcuni anni impattano in modo importante le rese.

Il metodo SRI prevede che le piante di riso vengano messe a dimora a maggiore distanza e profondità, coltivate con metodo biologico e irrigate con umidificazione del suolo anziché per coltura in immersione, con un risparmio dell’acqua fino al 50% rispetto al metodo tradizionale e con un aumento della produttività di circa il 30%. Questo consente alla pianta di essere più resistente anche nei periodi di maggiore siccità, di utilizzare sistemi di raccolta e canalizzazione dell’acqua sufficienti nel tempo. Inoltre, razionalizzando la gestione dell’acqua con il metodo SRI e un sistema di canalizzazione gestito dal villaggio, i contadini possono coltivare verdure e soia biologiche durante la “contro stagione” del riso, facendo sì che il terreno si rinvigorisca grazie alla rotazione delle colture e potendo avere verdure e leguminose biologiche per l’autoconsumo familiare e per la vendita al mercato locale, realizzando quindi un reddito aggiuntivo.

IL RISO ALTROMERCATO

IMPORTATO

Nel 2020/21 Altromercato ha importato 169.756 Kg di riso
dai produttori (confezionato e materia prima).

Oltre il 98% di riso acquistato
dai produttori è Biologico.

Sono 179.000 le confezioni di riso acquistate
dai Produttori e il 100% è biologico.

VENDUTO

Nel 2020/2021 Altromercato ha venduto 160.000 KG
di riso confezionato.

Il 100% del riso venduto è biologico.

Sono 1.600.000 i piatti di riso bio Altromercato
gustati dai nostri consumatori.

LE NOSTRE ORIGINI

Dalla Thailandia e dall’India, scegliamo un riso
che tutela la biodiversità, il pianeta e le persone.

L'IMPATTO DELLA FILIERA ALTROMERCATO

La sostenibilità del riso in India e Thailandia

Dal 2011 Fair Farming Foundation, fa parte del programma “Sustainable Rice Project ‘fair & good’”, promosso dalla Reismühle Nutrex, una divisione di Coop Svizzera, e altri partner europei. Il progetto coinvolge oggi oltre 4000 piccoli agricoltori che vivono nel nord-est della Thailandia e nel nord dell’India. In entrambi i casi si coltiva riso biologico di alta qualità delle varietà jasmine e basmati, prodotte secondo rigorose linee guida sostenibili. Gli obiettivi del programma “fair & good” sono molteplici: sia ambientali, relativi allo sviluppo di metodi di coltivazione biologica, alla salvaguardia della biodiversità e all’utilizzo sostenibile delle risorse ambientali, sia sociali, con l’intento di migliorare la situazione economica delle zone coinvolte e la qualità della vita dei produttori.

Il progetto si suddivide in tre aree di intervento: Biogas Project, Water Productivity Project e Rice Project. In India, ad esempio, si lavora per la costruzione di stagni e serbatoi d’acqua, la riparazione dei canali d’irrigazione, l’installazione di tubi e filtri per l’acqua potabile, la realizzazione di impianti biogas, l’utilizzo di fertilizzante organico e letame, oltre che per il miglioramento della fertilità del suolo. Importante è anche la formazione degli agricoltori su tematiche come l’efficienza idrica, il compostaggio, il metodo di coltivazione e gestione di erbe infestanti, parassiti e malattie. In Thailandia c’è anche un progetto particolare che riguarda la produzione di sementi di qualità e l’uso di una seminatrice per il riso.
Le comunità degli agricoltori beneficiano del programma attraverso una serie di iniziative che prevedono il miglioramento delle infrastrutture scolastiche, la costruzione barriere e protezioni per gli animali selvatici e la promozione di mercati locali, fonte aggiuntiva di reddito per le famiglie.

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