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La coperta della memoria – Bergamo

UN PONTE TRA BERGAMO E LAMPEDUSA

La Coperta della Memoria è un’iniziativa nata in questo difficile anno, per ricordare le numerose persone scomparse a causa della pandemia. Un progetto che si unisce a quello della Coperta di Yusuf, nato invece a Lampedusa in memoria di un bambino di soli 6 mesi, per testimoniare le numerose vite che ogni anno i gommoni si prendono durante le traversate nel Mediterraneo.
Bergamo, città simbolo della prima ondata di pandemia, ha voluto così partecipare alla realizzazione di una coperta che rappresenti le persone che ci hanno lasciato e le loro storie e che faccia da ponte tra Lampedusa e Bergamo, unendo tra loro due zone che hanno sofferto.
Una coperta calda, colorata, libera, ottenuta dalla collaborazione di tutti, fatta da tanti piccoli quadrati di lana realizzati a mano e cuciti tra loro per creare un deposito della memoria che simboleggia un legame tra le storie dei singoli e un primo passo verso la nascita di una comunità. Una nuova comunità che si fonda su valori condivisi, primo fra tutti la necessità di conservare, trasmettere e fare tesoro della memoria, della “nostra” memoria per porla alla base del futuro.

Durante i mesi più difficili della pandemia molte persone, in particolar modo anziani, sono scomparse, lasciando i propri cari nello sconforto. In quella situazione di profondo dolore, si è sentita la mancanza del sostegno degli altri, è emersa l’esigenza di condividere il dolore ed elaborarlo collettivamente, ed è emerso allo stesso tempo il valore profondo della memoria e del ricordo per sentirsi comunità. Il periodo appena passato ci ha fatto scoprire vulnerabili, facendoci perdere le nostre certezze, prima fra tutte quella di essere al sicuro e lontani dalle tragedie nel nostro territorio produttivo caratterizzato da benessere ed eccellenza. Ci ha fatto scoprire una realtà disumanizzante in cui gli anziani erano una categoria di persone sacrificabile perché meno produttiva di altre.

Il progetto della coperta della memoria di Bergamo vuole invece ricordare come gli anziani erano i nostri “alberi” di memoria, le nostre biblioteche, il cui valore si è trasformato in numeri senza nome contati a migliaia, proprio come accade nel Mediterraneo, dove si muore senza saluto, senza una tomba, come un numero qualsiasi. Per questo Bergamo, ha voluto partecipare alla realizzazione della Coperta di Yusuf, una coperta che rappresenti tante persone, un simbolo per l’umanità e che faccia da ponte tra un territorio da noi distante, Lampedusa, e il nostro.

COSA PUOI FARE

Realizza un quadrato di 10 cm per lato, in lana, all’uncinetto o ai ferri.

Accompagnalo con un biglietto, un pensiero, un ricordo, un racconto, un desiderio.

Invia una foto del tuo quadrato e il messaggio a lacopertadellamemoria.bg@gmail.com

Le storie che accompagneranno ogni quadrato verranno rese pubbliche.
Se invece non desideri la pubblicazione puoi inviare solo la fotografia del tuo quadrato.

Consegna il tuo quadrato e il testo in una delle Botteghe di Amandla.

Partecipare alla realizzazione della Coperta della memoria significa riconoscersi parte di una comunità, che si assume l’impegno solenne di prendersi cura dell’altro e dell’ambiente, di non tacere davanti alle ingiustizie, di non girare la testa di fronte a qualsiasi atto di prepotenza, di tendere sempre la mano a chi rischia di essere sopraffatto, di tenere sempre viva la memoria, di resistere ai processi di de-umanizzazione e di profondere energie e tempo in difesa dei valori condivisi. Da questo bisogno si tenta di rispondere creando un deposito della memoria comune, per unire e legare tra loro i ricordi e le storie di coloro che non ci sono più.

“Noi non abbiamo una conoscenza immediata e personale degli avvenimenti di un tempo (…). Non sappiamo nulla, su di essi, se non per i racconti degli uomini che li videro compiersi. Quando questi racconti ci mancano, la nostra ignoranza è totale e senza rimedio.” March Bloch.

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